IL FUTURO DEL PAESE DELLE AQUILE: I PRODOTTI DOP ED IGP

1° Puntata: Le tradizioni culinarie in Albania e le produzioni delle pianure centrali 


di Antonio Caso

Pubblicato il 18 maggio 2018

Al momento della sua indipendenza il motto dell’Albania era “la religione degli Albanesi è l’Albanesimo” e il popolo albanese sembrava ad immagine e somiglianza della sua terra, diverso ed unito: le montagne a nord verso il confine con il Kosovo sono abitate prevalentemente da cattolici, le vaste pianure centrali perlopiù da musulmani, mentre le località costiere a sud, da ortodossi; ed i frutti di questa terra, patria di uno dei primissimi insediamenti agricoli della storia europea ([1]https://web.archive.org/web/20150910103042/http://www.uc.edu/news/NR.aspx?id=15552), sono altrettanto vari e diversificati. In una società, per molti versi, ancora legatissima alle tradizioni rurali e da ritenersi solo parzialmente globalizzata come quella albanese, il cibo ha sicuramente una funzione fondamentale in chiave sociale ed economica. Secondo il report 2017 del portale statunitense Export.gov (a cui contribuiscono lo U.S. Department of Commerce's International Trade Administration ed altre 19 agenzie governative), nel 2015 l'agricoltura ha contribuito per il 20% del PIL nazionale (https://www.export.gov/article?id=Albania-Agricultural-Sector), ma, malgrado ciò, il tasso di importazioni di prodotti agricoli risulta di gran lunga superiore rispetto a quello dell’export (ammontano rispettivamente a 855 e 210 milioni di dollari nel 2016). Sempre secondo i dati governativi, però, l'export di prodotti agricoli è aumentato del 35% nei primi mesi del 2017 (http://agroweb.org/archive/?id=10&l=2459), ma la produzione risulta ancora fortemente limitata in confronto al potenziale del suolo albanese. Il territorio dell'Albania è occupato per il 30% da aree tra 0 e 300 mslm, per il 42% tra 300 e 1000 mslm e per l'8% superiore ai 1500 m. Su un'area di 28,750 kmq, circa il 24% è utilizzato per l'agricoltura, il 15% per I pascoli ed il 36% è ricoperto da foreste. Va anche sottolineato come la discreta quantità di fertilizzanti utilizzata a partire dal 1991 a causa dell’autarchia imposta dal regime di Enver Hoxha abbia portato ad un calo di contenuto organico, potassio e azoto. Inoltre, una quantità considerevole di prati è stata convertita per l'agricoltura e l'area dei pascoli è calata da 700.000 ettari del 1960 ai circa 400.000 degli anni 2000. L'erosione del suolo è incrementata notevolmente nelle zone meno fertili e in quelle collinari e montuose. Secondo i dati della WB e della FAO del 2002, già 15 anni fa circa 100.000 ettari di terreni agricoli erano a rischio desertificazione (http://www.fao.org/ag/agp/agpc/doc/counprof/albania/albania.htm).

Ad ogni modo, il clima particolarmente favorevole (soprattutto nelle zone costiere e collinari) così come l'abbondanza di bacini idrici e la presenza di un’elevatissima biodiversità - in Albania è possibile trovare circa il 30% della flora europea e ci sono circa 27 specie endemiche e 160 specie subendemiche (http://macfungi.webs.com/Fungi-Albanici/Report%20on%20National%20Situation%20of%20Biodiversity%20in%20Albania.pdf) - continuano ad essere motivo di speranza e di rilancio verso lo sviluppo di un florido settore agricolo ed il riconoscimento di prodotti contrassegnati dai marchi Dop ed Igp apparirebbe, sicuramente, come un salto di qualità dell’agricoltura albanese. Alcuni, come l'olio extravergine d'oliva ed il vino, sono produzioni secolari per l’antica Illiria. Le specificità non si contano e comprese le numerose specie autoctone, sono più di 28 le varietà di oliva coltivate! Per quanto riguarda il vino, invece, già Plinio, in età romana, parlava della rinomata dolcezza dei vini albanesi per non parlare della tradizione secolare del raki, una sorta di grappa che non può mai (e sottolineo, mai) mancare in nessuna casa albanese. Durante il regime comunista tutte le cantine erano controllate dallo stato, ma con il crollo di quest’ultimo ed il ritorno di molti emigrati sono state costruite nuove cantine private ed attualmente è possibile dividere l'Albania in 4 regioni vinicole: le piane costiere che includono Tirana, Durazzo, Scutari, Lezha, Valona, Fiera, Lushnja e Delvina; la regione centrale che include Kruja, Gramsh, Berat, Permet, Elbasan, Mirdita e Librazhd; le valli e le zone a ridosso delle montagne orientali che includono Pogradec, Peshjopi, Leskovic e Korça ed infine le regioni montuose del nord ovest, prive di grandi centri urbani. Un’altra grande tradizione alimentare dell’Albania è quella del turshi. La parola deriva dal persiano tursh, usata in farsi per indicare qualcosa di aspro. Si tratta, infatti, di un'antica modalità per conservare ortaggi condivisa con altri paesi balcanici come Bosnia, Kosovo, Montenegro e Croazia, ma anche con la Turchia e gli ex territori dell’Impero Ottomano, l’Iran e gli stati caucasici come Armenia, Georgia ed Azerbaijan. Secondo questa tecnica, peperoni, melanzane, cavolfiori, carote ed altri ortaggi vengono conditi con sale, aglio e prezzemolo e fatti bollire nell’aceto. Una versione molto diffusa in Albania è il turshi patllixhani preparato come alimento della “cucina povera” con le melanzane non giunte a maturazione. Inizialmente, queste vengono lavate e bollite in acqua salata; una volta asciugate, la polpa viene tagliata e mescolata con aglio, peperoncino e prezzemolo. Le melanzane private della polpa vengono quindi nuovamente insieme con aglio, peperoncini, aglio e prezzemolo e poste su foglie di vite. Vengono quindi coperte di sale e bagnate con l’olio e lasciate fermentare per 21 giorni prima di porre il tutto in giare e barattoli di vetro in modo da essere consumate durante l’inverno.

In questa prima puntata del nostro viaggio attraverso i futuri Dop e Igp dell’Albania oltre alle tradizioni culinarie andremo, quindi, ad analizzare i possibili marchi d’eccellenza dell’Albania centrale dove si trova anche il luogo in cui vive quasi metà della popolazione albanese residente in patria, la capitale: Tirana.

L’Albania centrale è un'area fortemente industrializzata in confronto al resto del paese e comprende principalmente le città di Tirana, Durazzo (Durres) ed Elbasan. Si tratta di un territorio ricco di siti archeologici e castelli risalenti all'Alto ed al Basso Medioevo (soprattutto attorno alla capitale) ed è il cuore produttivo del paese. Tirana conta attualmente circa un terzo dell'intera popolazione albanese e quasi la metà di quella effettivamente residente in Albania, e sta vivendo un periodo di forte crescita economica, espansione territoriale e modernizzazione. Anche per questo, pochissimi sono i prodotti tradizionali da prendere in considerazione. Qui, però, i prodotti dal nord e dal sud dell'Albania giungono presso i mercati nazionali più importanti e, soprattutto, a Durazzo presso il porto principale del paese per essere esportati. 

Un grande progetto è stato realizzato anche a Pazari i Ri, il principale mercato di Tirana ora completamente rimodernato (http://www.tirana.al/pazari-i-ri-eshte-xhevahiri-i-tiranes-nje-histori-suksesi-qe-duhet-ndjekur/). Sito nella parte centro-orientale della città e raggiungibile dal centro in un quarto d’ora a piedi da Piazza Scanderbeg. È il nucleo originario di Tirana (dove una volta sorgeva la vecchia moschea), il suo cuore pulsante ed, in questo caso, anche il fulcro della sua rinascita architettonica (https://www.albanianews.it/rubrica/chiche/tirana-bazar).

Tra i prodotti che potrebbero rientrare nei futuri Dop o Igp, invece, troviamo le varietà di vino Shesh i bardhe e Shesh i zi (letteralmente Shesh bianco e Shesh nero). Molto conosciuti in Albania, prendono il loro nome dall’omonimo villaggio situato a circa 15 km da Tirana. Il nero possiede accenni di frutti di bosco e prugne, mentre il bianco è arricchito da un aroma floreale. Un'altra produzione caratteristica di quest'area è la varietà dell'oliva Kokerr-madh. Risalente al Medioevo, è considerata una varietà utilizzabile sia come oliva da tavola sia per la produzione di olio. Le olive sono rotonde e di grandezza media e gli alberi sono perlopiù collocati nelle colline a nord di Elbasan e nei villaggi di Kugan, Shrigjan e Bathes. Il tema dell’olio, ad ogni modo, verrà trattato più approfonditamente nella parte sull'Albania meridionale, vero e proprio cuore della produzione olivicola.


Alla prossima puntata!
Mirë u pafshim!