Tiriamo le somme: riflessioni conclusive sul Progetto “Territori, sostenibilità e università”

Di Elisa Magnani

Care amiche e cari amici,

eccoci giunti a fine 2018, una fine d’anno particolare, perché segna anche la fine istituzionale del progetto “Territori, Sostenibilità e Università”, e così eccomi qui a proporvi alcune riflessioni conclusive, un poco tristi ma comunque cariche di un senso di soddisfazione e speranza.

Tristi, perché al momento non si sono verificate le condizioni per proseguire questa bella collaborazione: purtroppo, infatti, la nostra richiesta di finanziamento per una winter school sui temi del progetto non è stata supportata dall’Unibo e dovremo quindi trovare altre fonti di finanziamento per realizzare altri incontri del nostro gruppo e mantenere attivi gli scambi di docenti e dottorandi che abbiamo portato avanti con successo quest’anno; questo è il motivo per cui chiudo l’anno con la speranza che riusciremo a proseguire su questa strada, perché questo gruppo di lavoro ha saputo realizzare occasioni e iniziative belle, ricche di dialogo e riflessioni.

E veniamo alla soddisfazione. Se guardo indietro al settembre del 2017, quando iniziammo a lavorare al progetto, mi sembra incredibile di essere riuscita a realizzare tutte le iniziative che abbiamo portato avanti, perché allora ero non solo inesperta ma anche spaventata dall’idea di dover gestire un (per quanto piccolo) finanziamento pubblico e sentivo la responsabilità di farlo coscienziosamente, raggiungendo effettivamente gli obiettivi indicati nel programma di lavoro. Soddisfazione, quindi, innanzitutto per aver saputo completare il programma presentato all’Unibo, grazie alla collaborazione di tanti colleghi sia brasiliani sia italiani, che mi hanno accompagnato in questo percorso, che è stato sia una crescita professionale, sia un momento di scoperta e maturazione umana.

Guardando ancora più indietro, al 2014, ricordo quando un collega brasiliano -  Cláudio Moura de Castilho, che poi è diventato un grande amico nonchè un compagno di avventura in questo viaggio - veniva a Bologna e iniziava la nostra collaborazione, che mi ha portato a ospitare un suo dottorando, Hugo Harruda Morais, il quale oggi non solo ha concluso il dottorato ma è diventato professore della Universidade Federal do Rio Grande do Norte, nonché a ospitare a Bologna, nel febbraio 2016, il I° Workshop dal titolo “Globalizzazione, Politiche Pubbliche e Sviluppo Territoriale”. Fu quell'occasione ad aver dato il la ai successivi tentativi di ottenere un riconoscimento ufficiale alla volontà di progettare un percorso di studio condiviso, per fare dell'approccio geografico – che poi si è allargato a una visione più interdisciplinare – la prospettiva da cui analizzare i segni della globalizzazione sul mondo, promuovendo pratiche di ricerca azione condivise, pur se differenziate nei diversi territori, a segnare le diverse anime dei gruppi di ricerca che hanno aderito al progetto.

Per quanto mi riguarda, questo progetto ha segnato per me diverse “prime volte”: la prima volta che ho coordinato un progetto internazionale, la prima volta in Brasile (mia meta agognata dal lontano 1996), dove sono stata ben 3 volte nel corso del 2018, una delle quali per partecipare a una commissione di dottorato – un'altra prima volta per me!

L’anno è iniziato con una mia prima vista a Recife, dove ho incontrato i colleghi del PRODEMA della UFPE e ho partecipato al “III Colóquio Territórios Violados”, rivedendo vecchi amici ormai cresciuti e facendone di nuovi; poi ci sono stati l’incontro intermedio a Bologna di inizio giugno dal bizzarro titolo “4 chiacchiere sulla sostenibilità territoriale”, la visita dei colleghi brasiliani Cláudio e Josiclêda; il soggiorno a Bologna dei dottorandi della UFPE Bruno e Diana; la discussione della tesi di dottorato di Manuela presso la UFPE; il viaggio in Brasile a inizio settembre, insieme ai colleghi Valentina, Matteo e Adamo (e le nostre famiglie) e alla nostra dottoranda Beatrice, al fine di partecipare all'incontro conclusivo del progetto, organizzato da Mauro Cury della Universidade Estadual do Oeste do Parana (altro partner del progetto, a cui ha partecipato insieme ai colleghi Marcos e Adilson) nello splendore della mata atlântica presso il Parque Nacional do Iguaçu, da cui uscirà una pubblicazione nel breve termine; la visita alle Cascate (sia dal lato brasiliano sia da quello argentino) e in conclusione una breve tappa a Rio de Janeiro, che ci ha colmato gli occhi di colori e calore prima di tornare a Bologna.

Che dire? Un annus mirabilis per la mia storia personale e professionale (a cui va aggiunto anche il coordinamento della laurea magistrale in Geografia e Processi Territoriali dell’Università di Bologna, che ho assunto da luglio), che difficilmente si ripeterà, ma di cui vado estremamente orgogliosa.


Che l’anno si chiuda quindi per tutti voi, amiche e amici, con i migliori auguri per un 2019 ricco di prosperità personale e professionale, e con la certezza che la nostra collaborazione, corroborata da sinceri legami di amicizia, continuerà nel futuro con nuove proposte e prospettive, ricordando che nel frattempo questo blog (Geographicalsalad.com) rimane aperto quale luogo virtuale di scambio e confronto, a cui tutti siete invitati a contribuire.